Trente Quarante

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Chissà perché da molti è considerato un gioco di carte complicato.
È invece tanto semplice quanto antico. Quattro puntate possibili: nero, rosso, colore, inverso. Il croupier sfila le carte, disponendole su due file: la prima corrisponde al nero, la seconda al rosso. Il croupier si arresta quando la somma dei punti (il valore reale sulle carte, le figure valgono 10) supera, per ciascuna fila, la quota 30. Nero o rosso? Tra le due file, vince quella che ha il punto minore al di sopra di 30 e, ovviamente, inferiore a 40 (da qui il nome del gioco). Colore o inverso? Se il colore della prima carta della prima fila è nero e ha vinto la prima fila (oppure il colore della prima carta è rosso, e la fila vincente è la seconda), vince il colore: in caso contrario, vince l’inverso. Le puntate sono pagate alla pari. Il vantaggio per il banco: se le due file impattano con 31 punti (il croupier annuncia “un après”) le puntate finiscono “in prigione” o, a scelta, vengono dimezzate.